Dall’esigenza di creare un prodotto facile da realizzare, economico ma sempre unico e sofisticato nasce la collezione Easy Collection. In tessuti pratici e colori attuali, queste capsule collection soddisfano l’ esigenza di chi vuole un capo comodo, elegante e ad un costo “ very easy”.
Personaggio delle fiabe russe, fata che rende l’uomo saggio, sposa di pietra, seta e illusione, la Signora delle montagne di Rame è una fata che appartiene alla tradizione dei minatori dei monti Urali. Fata impertinente, regina dei boschi e dei suoi tesori, si dice che grazie al suo generoso aiuto furono trovati i grandi blocchi di Malachite con cui vennero fatte le imponenti colonne della cattedrale di San Pietroburgo. E proprio la malachite sta al centro di tante storie tramandate dalla tradizione dei monti urali e abilmente narrate dalla voce poetica e gioiosa di Pavel Petrovic Bazov ne Lo scrignetto di malachite (1939).
La malachite è anche fonte d’ispirazione per il motivo decorativo di questa collezione che coniuga la ricerca dei volumi, sapientemente costruita ad arte per non appesantire la linea, a tagli ricercati e asimmetrici che evocano magiche metamorfosi ed ambienti boschivi da fiaba con lievi accenni a linee e proporzioni del costume tradizionale russo.
Eleonora… eleganza che diventa linguaggio al di là dell’inadeguatezza delle parole…
Femminilità senza rigore né fissità di regole, bellezza che supera la maschera superficiale del cerone per concedersi qualcosa fuori posto, una veste lenta e senza ornamento alcuno, una posa mascolina, severa…trasparente.
Un corpo che perde la sua consistenza e si fa aria, pensiero greve, emozione.
Un viso che scioglie i suoi tratti in un pianto,un gemito o in un sospiro…eleganza che sfugge a chi vorrebbe ostentarla in gesti costruiti e fuori dal sé…
Il teatro è l’unica forma d’arte che consuma se stessa nell’attimo in cui si compie. È la relazione tra le parole, l’intervallo tra il suono ed il silenzio, il respiro …il corpo dell’attore, il fruscio del suo costume di scena, i suoi gesti ed il luogo in cui tutto questo si compie: l’odore che hanno le scene, il palcoscenico, e coloro che guardano, ascoltano, SENTONO.
Tutto questo è irripetibile, unico, e a noi non resta, dopo che si chiude il sipario, che una sensazione, forte a volte, di piacere o di rifiuto, di gioia o di dolore.
Vorrei raccontare il silenzio
Vorrei raccontare il ricordo
Vorrei raccontare i toni lievi di un’assenza
Perché il ricordo ha un colore: le tinte dolci del grigio e del seppia,giacenti dal nulla della terra e del silenzio e presenti nella memoria comune. Il cipria e il bianco, tinte leggere che raccontano un soffio , la consistenza di un pensiero. Abiti che a tratti paiono la rivisitazione di immagini rare che nei particolari ricordano gli abiti di scena della Duse. Così le ampie vesti si fermano sopra la vita, i mantelli avvolgenti diventano brevi giacche, le gonne coprenti si alleggeriscono… Linee scolpite, limate, tagliate e rese moderne, ariose, attuali.
La moda che sa scomporsi e ricomporsi secondo un’infinità di soluzioni resta viva e intensa come una grande emozione, può accarezzare il corpo con un’eleganza lieve, ma mai potrà raccontare la vera essenza di un’ anima…
La moda così resta un racconto meraviglioso, magico e dannato e a chi ti chiede di raccontarlo ancora verrebbe da rispondere…
<<…raccontarlo,ora, che ne sono inabile e uscita dalla gran porta del tempo, ora, rientrarvi!
piano , prudentemente, senza urtar niente e nessuno, quasi di nascosto, e cercar bene, che
cercando si trova! Ricercare tra le macerie qualche sfracellata verità e qualche cosa nell’anima
mi dice sottovoce “non farlo” e non lo farò >> Eleonora Duse.
Assonante sintesi di sete è scomporre il modello, devastare la sua impostazione classica…
Imprimere movimento ad un abito dando vita ad analogismi cromatici che inseguono una ritmica di tagli su fuggevoli leggerezze di sete e voile…
L’abito futuribile diventa così l’anelito ad una libertà e innocenza della mente e dell’anima…
La perfetta sintesi tra tele e tessuti alla ricerca di un’unità poetica e cosmica.
Sentire il tessuto, goderne al tatto la consistenza, la trama, la fuggevolezza…
Vederne il colore, la sua reazione alla luce, intravedere le ombre segnate da ogni sua più piccola piega…
Ricercare la leggerezza, le sfumature e capire che, sotto il velo, è il corpo che parla.
Questo è il viaggio alla ricerca della forma e del taglio, che prende inizio dalla parte più intima, viscerale, istintiva di un creativo.
Dalla terra è un omaggio a Camille Claudel, donna e scultrice che seppe modellare le ‘anatomie della vita interiore’ con leggerezza e sensualità, facendo dell’atto creativo un amplesso in cui la materia (la terra) compenetra il limo della passione interiore e dei tormenti…eterna lotta tra la creatura e il suo creatore.
Dal desiderio di offrire un prodotto sempre più curato nei particolari nasce l’esigenza di dare vita ad una vera e propria linea di accessori. Borse, scarpe , veli ,stole, cappelli e acconciature possono completare ogni outfit se progettati seguendo le caratteristiche di ogni capo e soprattutto i desideri di ogni cliente. In particolar modo le scarpe , anch’esse prodotte artigianalmente da maestri calzolai , conferiscono ad ogni capo un tocco unico e ricercato e a chi le indossa un confort assoluto.
Via Monfalcone, 49, 96100 Siracusa SR - Cell 340 390 6356
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